«Mamma, spegni la luce!» Poi l’esplosione mi ha cambiato il volto: per mesi ho vissuto nascosta, finché qualcuno ha bussato alla mia porta

Ho ventidue anni e un incidente domestico con il gas mi ha lasciato gravi ustioni sul volto e sul collo. Per mesi ho creduto che la mia vita universitaria e sociale fosse finita, mentre mia madre lottava per impedirmi di scomparire dentro la paura. Un collega di corso e un centro specializzato mi hanno aiutata a guardarmi di nuovo, anche se accettarmi resta la cosa più difficile che abbia mai fatto.

Ho capito che stavo perdendo mia moglie solo quando l’ho vista immobile su quel pavimento freddo di cucina

Ricordo ancora il rumore del bicchiere che si è rotto e il silenzio assurdo che è arrivato subito dopo, quando ho trovato mia moglie a terra e ho capito che qualcosa di terribile stava succedendo. Per mesi avevo ignorato i suoi mal di testa, la stanchezza, le sue richieste di aiuto, convinto che fosse solo stress e invece stavo chiudendo gli occhi davanti a un dolore vero. Da quel giorno la nostra famiglia è entrata in ospedale con una vita e ne è uscita con un’altra, e io ho dovuto fare i conti con un senso di colpa che ancora oggi mi toglie il fiato.